[Ira]
Questa è la storia di un uomo
Che sale un palazzo di cinquanta
Piani e si ripete: «Fino a qui tutto male»
È a metà della salita e ha il peso di una vita
Sulle sue dita e sa che se che cade è finita
Vorrebbe volare ma non sa più dove aggrapparsi:
Ha dimenticato ciò che l'ha portato fin là
La testa piena di fantasmi, da ricordi sogni infranti
Passi falsi, sbagli, rimorsi e rimpianti; pianti
Di lacrime che bruciano, una preghiera in cielo si libra
Lui resta in silenzio, è la sua anima che grida
Continua a domandarsi in questi drammi, vogliono sdraiarmi
Fino a levarmi ventuno grammi. Chissà se saprò elevarmi
Nessuna risposta e questa forza che non trova
Vorrebbe ricominciare alla venticinquesima ora
Ma ora è diverso l’aspetto riflesso nello specchio
Un'altra notte insonne, avvolte lenzuola d'angoscia nel letto
[Rit.]
Dammi un istante per capire se sto male
Se vuoi, dammi un’ora per reagire e rimediare
Se vuoi, dammi una vita se agli errori sopravvivo
Ma forse non mi senti se io non mi sento vivo
Se vuoi, dammi un istante per capire se sto male
Se vuoi, dammi un'ora per reagire e rimediare
Se vuoi, dammi una vita se agli errori sopravvivo
Ma forse non mi senti se io non mi sento vivo
Mi alzo dal letto col pretesto di un giorno diverso;
Dolore al petto, nocche al muro con l'ansia di riflesso
Vivo nella mischia tra chi si commisera
Di una misera realtà che non lo soddisfa
Come va? Sento Gio, sento Andrea, sento Simo:
Baci abbracci pugni e calci, ma, non mi sento vivo
La soglia del rumore non si abbassa
Sto posto mi va stretto e l'universo non mi basta
Dimentico chi sono e una foto non risolve
Rivendico la calma con la canna di un revolver
Essere il regista di una pellicola infinita
Col coraggio che si sbriciola, e Bum! Farla finita!
Ricerco quella vita che da tempo si è estinta
Tra chi cerca di convincermi che sta in una siringa;
Che mi spinga all'amore in un marciapiede sbiadito
Tra signore che non hanno fede in una fede al dito
Riassumo all'attivo tutto il fumo passivo
Degli anni passati in cerca di un obiettivo
Con la paura che mi aspetta e divora la speranza
La stessa di chi alberga un'ambulanza in lontananza
Basta non resisto, impazzisco. D'istinto
Colpisco il mio alter ego perchè so che è un uomo finto;
Torno a casa distrutto. Distruggo ciò che è vecchio
Così cambierò volto al volto nello specchio
[Rit.]
Dammi un istante per capire se sto male
Se vuoi, dammi un’ora per reagire e rimediare
Se vuoi, dammi una vita se agli errori sopravvivo
Ma forse non mi senti se io non mi sento vivo!
Se vuoi, dammi un istante per capire se sto male
Se vuoi, dammi un’ora per reagire e rimediare
Se vuoi, dammi una vita se agli errori sopravvivo
Ma forse non mi senti se io non mi sento vivo
[Neroinferno]
A nulla serve compiangersi, abbattersi in apnea
Nel mare dei ricordi con l'alta marea
Legati a scogli immaginari ché se sfogli anche i giornali
C’è chi ha cazzi amari che neanche hai idea
Quindi esci a testa alta, fatti valere
La vita non sta in tele, sta in te tracciar le tele;
Soprassedere agli obiettivi nei giri di boa:
Prima che il boia arrivi, vomita e ingoia interrogativi
A volte prende male, ci si scoraggia
Ci si convince che è passata, pure è l'ultima spiaggia
Si casca e ci si abbatte: sembra tutto finito
Poi a rialzarci c'è la mano di un amico. Lego l'anello
Al dito. Progetti assieme, poi qualche anno
Ed il tuo sangue scorre anche in altre vene: il miracolo
Avviene. Per ora aspetto. È tutto serio
Se non fosse che colloquio col riflesso dello specchio
[Rit.]
Dammi un istante per capire se sto male
Se vuoi, dammi un’ora per reagire e rimediare
Se vuoi, dammi una vita se agli errori sopravvivo
Ma forse non mi senti se io non mi sento vivo
Se vuoi dammi un istante per capire se sto male
Se vuoi dammi un'ora per reagire e rimediare
Se vuoi dammi una vita se agli errori sopravvivo
Ma forse non mi senti se io non mi sento vivo!